SCHEDA DETTAGLIO
Pantelleria
La "Figlia del vento" si trova a 85 chilometri dalla Sicilia e a 70 dall'Africa. Il suo territorio è di origine vulcanica. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa.
L' isola si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio in cui agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo per vivere e raccogliere abbondanti ed unici raccolti agricoli; muri a secco (con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento); i Giardini panteschi (costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta laddove l'isola ne è sprovvista), i dammusi (fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica).
Le popolazioni originarie di Pantelleria non provenivano dalla Sicilia, ma erano di origine iberica o iberico-ligure. La prima presenza umana sembra attestata al 5000 a.C., ed è rimarcata dall'estrazione ed esportazione dell'ossidiana che si svolgeva nell'isola. Il primo insediamento degno di tale nome è il villaggio fortificato di Mursia, dell'Età del Bronzo ( circa 2000 a.C.). Dopo un considerevole lasso di tempo, durante cui l'isola rimase probabilmente disabitata, nel territorio si fanno notare diverse costruzioni di epoca punica, fra cui alcune cisterne, nonché tombe ed altri manufatti di terracotta. I Romani occuparono l'isola nel 255 a.C., la persero l'anno successivo, per poi rioccuparla nel 217 a.C. Durante il periodo imperiale vi vennero esiliati importanti personaggi politici. Nel 700 la popolazione cristiana venne sterminata dagli Arabi, e nel 1123 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I di Sicilia. Nel 1311 una flotta aragonese, al comando di Luigi di Requesens vi conseguì una notevole vittoria, e la sua famiglia ottenne il principato dell'isola fino al 1511, quando fu messa a ferro e fuoco dai turchi. Nel 1943, durante la II Guerra Mondiale, la conquista di Pantelleria fu ritenuta di importanza strategica dalla truppe alleate che si preparavano ad invadere la Sicilia, tanto che l'isola fu pesantemente bombardata dal mare e dal cielo, per preparare lo sbarco delle truppe, nell'ambito di un'operazione anfibia chiamata Operazione Corkscrew.
La coltivazione della vite, famoso lo zibibbo, vanto dell'isola, e i vini dolci come il Moscato e il Passito, insieme alla pregiata produzione e conservazione del cappero, oggi a Indicazione Geografica Protetta, e dell'uva essiccata è la caratteristica principale di Pantelleria.
La sua gastronomia rappresenta un'occasione unica per i numerosi piatti a base di pesce di cui l'isola è ricca. Particolarmente apprezzata la ricotta locale, e il formaggio fresco, tumma, sia dolce che salato.
STRUTTURE
Blue Moon Hotel -
Dammusi I Jardina -
Dammusi Luxury -
Dammusi Meuccio -
Dammusi Panteschi -
Dammusi Sciuvechi Resort -
Hotel Cossyra -
Hotel Mediterraneo -
Hotel Mursia -
Hotel Village Suvaki -
Hotel Yacht Marina -
Kuddie Rosse Residence -
L'Approdo Mediterraneo Seminario Veronelli -
Pantelleria Dream Exclusive Hotel -
Residence Perla Rosa -
Residenza degli Ulivi -
Santa Teresa Azienda Agricola Monastero -
Santa Teresa Exclusive Siba -
Ville Prestige -
Zibibbodoro
Come arrivare
Pantelleria è dotata di un aeroporto ed è collegata all'Italia continentale con voli di linea. Il porto dell'isola permette il collegamento regolare con i porti di Trapani, Porto Empedocle e Mazara del Vallo.
Geografia
Pantelleria ha un'estensione di 83 kmq,
una lunghezza di 14 km, è larga 9 km, ha una circonferenza
di 51 km con un'altezza massima di 836 m. slm.
Pantelleria
è la quinta isola italiana per grandezza e fa da sentinella fra il
continente europeo e quello africano grazie alla sua centralità nel
Canale di Sicilia e quindi nel Mar Mediterraneo. Si allunga più verso
l'Africa che la Sicilia.
Altitudini: Montagna Grande (836 m- altezza max), Monte Gibele (700 m), Cuddia
Attalora (560 m), Monte Gelkamar (286 m).
Centri urbani: l'isola è suddivisa in contrade, Pantelleria
Centro, Scauri, Khamma, Tracino, Rekhale, Sibà, Bukkuram, San
Vito, Grazia, Campobello e Bugeber.
Piana di Ghirlanda: rappresenta il giardino dell'isola, è una pianura
estremamente fertile circondata da vulcani che la riparano dai venti e
in un boschetto di lecci si trova un sito archeologico: una necropoli bizantina scavata nella roccia.
Pantelleria gode di un clima mediterraneo marittimo con
estati calde, inverni miti, vento e scarsa pioggia (350-450 mm all'anno prevalentemente da ottobre a marzo)
a causa del vento che tiene costantemente il cielo sgombro da nubi.
Le Spiagge
Pantelleria, pur non avendo spiagge di sabbia offre ai visitatori incantevoli calette e grotte dove è possibile bagnarsi.
Cala Levante, si trova tra il Faraglione e l’arco dell’Elefante. Il vento e le onde del mare hanno reso gli scogli piatti e levigati tanto da potercisi distendere abbastanza comodamente. Stesso discorso nei pressi del Faraglione, che delimita cala Levante e cala Tramontana, entrambe dotate di minuscoli porticcioli provvisti di scivoli a mare, facili accessi per i bagnanti meno esperti. Un altro grande e ampio scoglio piatto proteso nel mare si trova alla Balata dei Turchi, che fu un tempo agevole approdo per gli invasori. Dopo il faro di punta Spadillo, una breve passeggiata conduce al laghetto delle Ondine, piccola conca che si riempie di acqua marina durante l’alta marea, ideale rifugio per chi ricerca un pò di privacy. Nella zona del Bue Marino, immersa fra scogli neri come la pece, la costa bassa favorisce un agevole accesso al mare, mentre a Gadir le vasche d’acqua calda consentono un bagno termale marino naturale.
Storia
Per trovare i primi abitanti dell'isola i “Sesioti”
bisogna, infatti, risalire al III millennio a.C.; ad attirarli molto
probabilmente è l'ossidiana, l'oro nero del tempo, tanto preziosa da
convincere questa popolazione, proveniente forse dall'Africa forse
dalla Spagna, ad affrontare la pericolosità del viaggio insieme alle
difficoltà di sopravvivenza, in un'isola così piccola e lontana. Della
loro civiltà ci rimangono maestosi monumenti funerari “Sesi” e i resti di capanne e del ciclopico muro, alto circa 8m e lungo più di 200, eretto a protezione del villaggio.
In seguito all'oscura sparizione dei Sesioti approdano a Pantelleria, nel IX sec a.C., i Fenici
i quali trasformano l'isola in un'importante base per i loro commerci
con la vicina Cartagine. In questo periodo si intensifica la produzione
agricola e viene introdotta la coltura della vite ad alberello. Sempre di detto periodo sono le costruzione di cisterne sotterranee ancora utilizzato sull'isola per raccogliere l'acqua piovana.
Nel 217 a.c. i Romani occupano militarmente l'Isola. Recenti ed importanti ritrovamenti, come le due
teste in marmo raffiguranti Giulio Cesare ed Agrippina Minore o
Maggiore, confermano l'importanza
politica ed economica di Pantelleria di questo periodo.
Nel 551 Pantelleria o Cossyra passa sotto il dominio Bizantino
e attraversa ancora un periodo travagliato che si alterna a periodi di
dominazione araba. Testimonianza di tale passaggio alcuni resti di
tombe nelle zone di Scauri, Monastero e Piana di Ghirlanda.
Nell'835
gli arabi si insediano stabilmente sull'isola favorendo l'inserimento
di popolazioni berbere del Nord Africa. Quest'ultimi sono sicuramente
coloro che a Pantelleria hanno lasciato i segni più tangibili del loro
passaggio: da una vera e propria Kasbah
nel centro abitato di Pantelleria, parzialmente distrutta durante la
guerra dai bombardamenti americani, ai nomi delle contrade, dalle case
tipiche “dammusi”, ai modi di vivere.
Con gli arabi l'agricoltura diviene attività economica prevalente, con l'introduzione di nuove piante tropicali, come cotone e canna da zucchero, accanto alle tradizionali colture mediterranee uva, olive e carrube.
Bent al-Ryon “Figlia del vento”,
così viene conosciuta Pantelleria nel mondo arabo, diviene in quel
periodo campo neutro in cui convivono pacificamente musulmani e
cristiani, i primi retti da un prefetto musulmano, i secondi da un
governatore siciliano, entrambi di nomina del re di Sicilia.
Tale dominazione dura fino all'XI sec.quando nel 1087 le repubbliche marinare del mediterraneo si alleano per cacciare i mussulmani dalle terre cristiane.
Nel 1123 i Normanni
sbarcano a Pantelleria, per annetterla al Regno di Sicilia e vi
costruiscono il castello “Barbacane”, ad essi seguono gli Svevi, gli
Angioini e gli Aragonesi. Quest'ultimi determinano un nuovo flusso di
immigrazioni testimoniato dai nomi di molte famiglie locali,
chiaramente di origine spagnola: Ferrandes, Errera, Belvisi, etc.
Un ruolo particolarmente importante riveste l'isola durante
la seconda guerra mondiale, per la sua posizione strategica al centro
del Mediterraneo.
Già
nella seconda metà degli anni 30 l'isola comincia ad essere preparata
alla guerra con la costruzione dell'aeroporto e di una fitta rete
stradale, ad opera del governo fascista. La vera e propria guerra
inizia, però, a Pantelleria solo nel giugno del 1942 con la famosa
Battaglia di Pantelleria; nel maggio del ‘43 la liberazione dell'Italia
dal fascismo inizia proprio da Pantelleria con quello che è passato
alla storia come il più massiccio bombardamento americano di tutta la guerra.