SCHEDA DETTAGLIO
Cilento
Nel cuore di una terra definita il "Giardino d'Europa", culla di natura e cultura, luogo ideale dove trascorrere una piacevolissima vacanza e dal quale partire per visitare i posti più affascinanti e pittoreschi della "Campania Felix".
Spiagge di sabbia fine, tratti scogliosi, grotte, promontori e insenature di ineguagliabile bellezza. Mare splendido, paesaggi incantevoli, natura selvaggia ed incontaminata. Quì la natura e la storia si incontrano e si fondono in un unico sensazionale.
Il Cilento si presenta ad un viaggiatore attento come un ambiente in cui il confine fra mito, storia e paesaggio si stempera e si confonde. Se il viaggiatore giunge dal mare le spiagge e le scogliere, le falesie e le grotte si confondono con il verde degli ulivi e della macchia, se invece arriva in treno o in auto, entra attraverso piccoli borghi incuneati nelle strette valli fluviali, o costeggiando le spiagge di Paestum.
Fino alla creazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano il territorio cilentano era individuato tra i paesi ai piedi del Monte della Stella e altri delimitati est dal Fiume Alento. Per ragioni politico-economiche si è voluto estendere il Cilento a buona parte della provincia costiera e interna meridionale di Salerno. Anticamente il Cilento era parte della Lucania (insieme con il Vallo di Diano e il golfo di Policastro). Ne è rimasto segno nel dialetto, nelle tradizioni gastronomiche e nella toponomastica.
http://www.cilentoediano.it/identikit.html
http://www.cilentoediano.it/luoghi_arte_musei.html
Geografia
La
sub-regione del Cilento ha come confini naturali a Nord i fiumi Sele e
Tanagro, ad Ovest e Sud-Ovest il mare Tirreno, a Sud il Golfo di
Policastro e ad Est è delimitata dal Vallo di Diano e dal fiume Bussento.
Esso rappresenta senza dubbio uno dei più importanti complessi
biogeografici dell’Italia meridionale.
La posizione geografica, le sue coste,
i suoi corsi d'acqua, che hanno spesso scavato orridi e gole, i suoi
massicci montuosi conferiscono al territorio una variegata orografia che
si estrinseca in una notevole varietà e complessità di ambienti che si
mostrano già con la duplice natura geologica delle rocce che lo
costituiscono. La prima, quella meno comune del "Flysch del
Cilento", ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino
idrografico del Fiume Mento, nei principali monti del Cilento
occidentale (M. Centaurino, 1433 m) e sulla costa alta delle Ripe rosse
o nel terrazzo marino di Punta Licosa. (Brancaccio et al., 1984;
Chiera \I: & Elia A.,1997).
La seconda, dominante, calcareo-dolomitica, dà corpo
ad un ampio tratto dell' Appennino meridionale (facies di Piattaforma
carbonatica ed Unità Alburno-Cervati) con i complessi montuosi del
Parco, tutti permeati da maestosi fenomeni carsici, come quelli interni
quali degli Albumi (1742 m), il Massiccio del Cervati, imponente gruppo
di monti situato nella porzione centro-orientale del Cilento che culmina
alla quota di 1898 m, il M. Motola ( 1700 m) e quelli più meridionali
come il Bulgheria (1225 m) ed il Monte Cocuzzo (1387 m) (Unità di
transizione M. Bulgheria, margine interno della Piattaforma). In mezzo
al blocco calcareo, inoltre, fioriscono anche alcune vette arenacee come
il Monte Sacro o Gelbison (1707m) ed il Monte Stella (113Im).
Un terzo delle coste campane fanno infine da confine,
sul Mar Tirreno, al territorio del Parco; la loro morfologia si presenta
molto varia con alternanze di splendide spiagge (più frequenti nel
tratto settentrionale), promontori rocciosi, scogliere ed alte falesie a
strapiombo sul mare che delimitano piccole insenature verdi di macchia
mediterranea, ginepri e pino d' Aleppo.
La diversa natura geologica del territorio rende
molto vario il profilo e l' orografia delle coste che appare più dolce a
Nord (da Agropoli a Palinuro) e più aspro, inaccessibile e selvaggio da
Capo Palinuro a Scario, nel settore meridionale. Lungo quest'ultimo
tratto, dominato a Sud dallo sprone calcareo-dolomitico del Monte
Bulgheria, le abbondanti manifestazioni carsiche hanno aperto
innumerevoli grotte, a volte invase dal mare, che ha contribuito a
rimodellare la loro originaria struttura impreziosendole con luci,
colori, e fenomeni erosivi che rendono unico questo tratto di costa.
Nella Grotta Azzurra di Palinuro, inoltre, sono
presenti fenomeni di rifrazione che colorano di un indimenticabile
azzurro l'acqua in cui vive una peculiare fauna marina legata a
risorgive idrotermali sottomarine di tipo sulfureo.
Clima
il clima del Cilento può essere suddiviso in due parti, una costiera a forte caratterizzazione
mediterranea ed una interna di natura più squisitamente montana e
sub-montana.
Lungo le coste il clima, mitigato dalla presenza del
mare che influenza anche alcune aree più interne, è dolce; le
precipitazioni sono concentrate nel periodo primaverile e tardo
autunnale. Le temperature medie
annuali si aggirano intorno ai 18° C. ed il periodo estivo è
caratterizzato da prolungati periodi di aridità. Le aree interne ed i
massicci montuosi sono caratterizzati da precipitazioni di norma molto
abbondanti sempre
con massimi invernali-primaverili e minimi concentrati nei mesi di
giugno-luglio.
Patrimonio Mondiale dell'umanità
Il filo della storia cilentana si dipana fino ai giorni nostri cucendo
avvenimenti grandi e piccoli. Legando vicende romane, a fatti medievali importanti, fino all'epopea del brigantinaggio e ai successivi "Moti Cilentani" del 1828, con l'insurrezione contro Francesco I di Borbone
e i suoi ministri. Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati
a questa ricca storia oggi sono salvaguardati anche grazie al Parco
Nazionale del Cilento. E grazie a quegli importanti riconoscimenti
internazionali conseguiti di recente. Il primo è del giugno 1997, che
ha visto l'inserimento del Cilento nella prestigiosa rete delle Riserve
della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per "Man and biosphere"):
su tutto il pianeta (in oltre 80 stati) si contano circa 350 di queste
particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e
promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura.
Così il
Parco del Cilento oggi, oltre ai suoi preziosi habitat naturali, può a
maggior diritto salvaguardare quegli scenari consacrati dalla storia
dell'uomo e permeati dalle sue tradizioni: borghi e antichi sentieri,
anche se a "macchia di leopardo" in un ambiente più ampio da difendere
e da promuovere. Il parco, infatti, se giovane, è visto da molti come
speranza e strumento dello sviluppo del Cilento.
Secondo riconoscimento
nel 1998 con il suo inserimento-insieme ai siti archeologici di Paestum
e Velia- nella lista di patrimonio mondiale dell'umanità. Questa
consacrazione rinforza il valore di questo "Paesaggio vivente",
riconoscendone il ruolo delle civiltà che lo hanno frequentato e
popolato nel corso dei millenni. "Come le specie naturali anche i
popoli hanno trovato in questi luoghi i contatti, gli incroci e le
fusioni, l'arricchimento del patrimonio genetico" si legge nella
candidatura del Parco, "nel Cilento si realizza l'incontro tra mare e
montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane".
Prendendo in prestito dalla biologia il concetto di patrimonio
genetico, si può dire che, nei paesi Cilentani, se la cultura ne avesse
uno allignerebbe nelle antichissime tradizioni contadine. Addirittura
importate da quei coloni Greci che raggiunsero questi lidi quasi 3000
anni fa. Esempi evidenti sono nelle numerose manifestazioni
folcloristiche che si tramandano da secoli nei centri del Parco. È il
caso di Casaletto Spartano, dove il 1º maggio gruppi di giovanotti
questuanti, vanno di casa in casa a chiedere legumi di ogni tipo.
Vengono cotti separatamente e poi la sera nella piazza del paese sono
preparati tutti insieme (13 tipi diversi) in una grande caldaia e
conditi con olio e sale. I paesani ne prendono una porzione come
augurio di prosperità e abbondanza dei raccolti. Questo caratteristico
piatto, con qualche variante, è consumato anche a Ispani,dove si chiama
"cuccia", dal greco "kykeon", miscuglio, a Cicerale dove si chiama
"cecciata", a Castel San Lorenzo, noto come "cicci maritati", a
Pellare, Moio, Vallo della Lucania. Mentre a Castellabate i cicci si
cuociono nel giorno dei morti. Un cibo rituale analogo era la
pansperma, ottenuta dalla mescola di tutti i semi, presente nella
Grecia arcaica: ne ha parlato nel Timeo il grande Platone a proposito
dell'azione divina della semenza universale. Un altro esempio di
ricchezza di tradizioni, questa volta religiose, sono i riti della
settimana santa. Il Venerdì Santo nell' area del Monte Stella si
svolgono le processioni delle "congreghe", lungo percorsi di
sofferenza: "Visita ai sepolcri". Ogni paese ha la sua. Queste
confraternite laiche escono dal proprio paese per andare a rendere
omaggio alle chiese di quelli vicini, e solo dopo andranno nelle
proprie. Indossano i classici sai e cappucci bianchi, con una mantella
corta, e a coppia di due, guidati dal priore e al ritmo dei colpi di un
lungo bastone, si inginocchiano davanti al sepolcro. Finita la
cerimonia sono accolti dai paesani con dolci e vino
Le Spiagge
la Costa del Cilento
si caratterizza per il continuo susseguirsi di tratti di costa alti e
rocciosi intervallati da spiagge sabbiose, soddisfacendo in questo modo
le esigenze di qualunque tipologia di turista: da chi preferisce la sabbia a chi preferisce gli scogli, da chi una spiaggia di facile accesso, a chi angoli più appartati, raggiungibili soltanto via mare dai numerosi porticcioli che punteggiano la costa.
Spiaggia di Trentova (Agropoli), dove,
secondo la leggenda popolare, in tempi lontani, furono trovate nelle
grotte sottostanti la roccia affiorante trenta uova di gabbiano o di
tartaruga marina.
Santa
Maria di Castellabate è la
più grande e rinomata frazione del comune di Castellabate.
Nel territorio compreso tra punta Tresino e Punta Licosa si trovano lunghe scogliere e spiagge sabbiose adatte a tutte le fasce d'età.
Punta Licosa, meta degli amanti delle escursioni subacquee, uno dei primi parchi marini d'Italia, situata all'interno del Parco Nazionale del Cilento.
Spiaggia del Pozzillo a San Marco di Castellabate, di sabbia fine e dorata è adatta a tutte le fasce di età e ben servita da stabilimenti balneari.
Spiaggia di Acciaroli, ampia e sabbiosa e dal mare limpido e incontaminato, che insieme a Pioppi, che ospita un interessante Museo del Mare.
Palinuro,
la più mondana e famosa località balneare del Cilento, che si
contraddistingue per spiagge bellissime e una costa ricca di anfratti e
grotte marine, tra le quali la più famosa e visitata è senza dubbio la Grotta Azzurra,
che deve il suo nome ai giochi di luce creati da un condotto a 20 metri
di profondità che permette la penetrazione della luce solare. Immancabile la visita all’Arco naturale,
un enorme arco di roccia che si protende verso un mare dal fondale
meraviglioso caratterizzato da una varietà eccezionale di vegetazione
marina. Superata Palinuro si arriva a Marina di Camerota,
caratterizzata dalle sue insenature raggiungibili soltanto a piedi o
via mare, tra le quali la più caratteristica è la Cala degli Infreschi. Si arriva così sul golfo di Policastro, un’ampia insenatura con promontori imponenti, grotte marine e spiaggette nascoste, del quale fa parte anche Sapri, moderno centro turistico con uno dei porti più attrezzati della Costiera Cilentana.