SCHEDA DETTAGLIO
Napoli
Napoli è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Campania. È il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano con 963.661 abitanti; mentre la sua area metropolitana, a secondo dei dati a cui si fa riferimento, oscilla dai 3 ai 5 milioni di persone.
All’ombra del Vesuvio il turismo ha radici antiche: sulle orme dei coloni greci, aristocratici raffinati e imperatori romani costruirono ville sontuose e oasi di pace lungo tutto il perimetro del Golfo.
Non è un caso se la magia peculiare di questa civiltà millenaria continua a generare, all’alba del terzo millennio, sempre nuove occasioni di meraviglia: recupero di memorie monumentali e di tradizioni - folklore, gastronomia, colture genuine - che si temevano irrimediabilmente compromesse, eventi e spattacoli in tutto degni dei grandi circuiti internazionali, nuova linfa per la ricerca artistica e scientifica.
Non si contano, a Napoli, i tesori artistici da visitare: il centro storico, patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco; i palazzi, le chiese, le catacombe e i percorsi sotterranei, il Museo Archeologico; i luoghi del potere medievale e rinascimentale addensati attorno a Castel Nuovo e Palazzo Reale; il lungomare indimenticabile, da Castel dell’Ovo a Posillipo.
L’area collinare del Vomero propone, nelle sedi restaurate e riallestite in maniera esemplare del Palazzo Reale di Capodimonte e della Certosa di San Martino, collezioni museali tra le più importanti del mondo.
STRUTTURE
Albergo Palazzo Decumani -
Grand Hotel Oriente -
Grand Hotel Santa Lucia -
Grand Hotel Vesuvio -
H2C Napoli -
Hotel Excelsior -
Hotel Mercure Angioino -
Hotel Mercure Garibaldi -
Hotel Naples -
Hotel Nuovo Rebecchino -
Hotel Relais Posillipo -
Hotel del Real Orto Botanico -
Mgallery Palazzo Caracciolo -
NH Ambassador -
Palazzo Alabardieri -
Ramada Naples City Center -
Renaissance Naples Hotel Mediterraneo -
Romeo Hotel
Chicchi di Caffè
Gambero rosso: 3 chicchi di caffè al “Bar del Professore”
La nuova edizione guida
"Bar d'Italia del Gambero Rosso 2009" riporta oltre 1600 indirizzi dal Nord al
Sud della nostra Penisola. Locali che spaziano fra tradizione e
innovazione ma caratterizzati sempre da un'irrinunciabile qualità. Tra
questi 1600 locali classici ed innovativi inseriti nel volume, il "Bar
del Professore" di piazza Trieste e Trento viene riconfermato per il 6°
anno consecutivo, come il posto in cui viene realizzato un "caffè
eccellente" (massimo riconoscimento).
Anche quest'anno accanto al nome del "Bar del Professore" figurano
3 chicchi, il punteggio massimo per la categoria.
Si legge: "Nella creatura originale di Raffaele Ferrieri, garanzia
di qualità per quel che riguarda espresso e dintorni, potrerte
assaggiare uno dei migliori caffè della città, estratto ad arte da una
miscela di qualità. Se preferite una variante più golosa, provate
quella con la crema di nocciola".
Il Teatro San Carlo
Il San Carlo è il più antico teatro Europeo.
Costruito nel 1737 per volontà del sovrano Carlo di Borbone, che volle così dare alla città di Napoli un aspetto più consono al suo recente ruolo di capitale di un
regno autonomo. Fu così che il nuovo teatro prese il posto
del piccolo San Bartolomeo.
Il 4 marzo 1737 fu firmato il contratto con l'architetto Giovanni
Antonio Medrano, Colonnello del Reale Esercito, e con l'appaltatore
Angelo Carasale, già direttore del S. Bartolomeo e quindi uomo di
fiducia del sovrano.
Otto mesi dopo l'inizio dei lavori, il 4 novembre, il teatro era già ultimato.
Il San Carlo fu inaugurato con l'opera Achille in Sciro di Metastasio,
con musica di Domenico Sarro che diresse l'orchestra e tre balli creati
da Gaetano Grossatesta.
Le scene furono di Pietro Righini.
Quando Napoli fu attraversata dalla tempesta che condusse alla
proclamazione della Repubblica Partenopea (gennaio-giugno 1799) il
Teatro del Re cambiò la propria denominazione in Teatro Nazionale.
La notte del 12 febbraio fu completamente distrutto da un incendio.
L'evento gettò Napoli nel lutto e fu raccontato con emozione dai
giornali di tutta Europa. Ma soltanto dieci mesi dopo, alla fine dello
stesso anno, gli stessi giornali con meraviglia ed ammirazione diedero
la notizia che il San Carlo era già risorto.
Fu re Ferdinando (divenuto Ferdinando I dopo il Congresso di Vienna e
la restituzione ai Borbone del Regno) ad ordinare, sei giorni dopo
l'incendio, che il San Carlo venisse ricostruito senza indugi.
L'incarico fu affidato allo stesso Niccolini, con l'impegno di rifarlo tale e quale com'era prima dell'incendio.
In realtà Niccolini diede all'architettura del teatro una chiara
impronta neoclassica: il portico e la facciata furono rifatti; la sala
fu abbellita con nuove decorazioni, opera di Camillo Guerra e Gennaro
Maldarelli, tra cui i fregi sui parapetti dei sei ordini di palchi ed
un bassorilievo e un orologio nel sottoarco del proscenio; il palco
reale fu ampliato: sul soffitto fu aggiunta una gigantesca tela
("velario"), tutt'ora esistente, di Giuseppe Cammarano: «Apollo che
presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo»; fu dipinto un nuovo
sipario, poi sostituito nel 1854 con un altro, ancora in uso, di
Giuseppe Mancinelli «Il Parnaso»; inoltre venne sensibilmente
migliorata l'acustica (ancora oggi unanimamente considerata perfetta) e
fu ampliato il palcoscenico.
A tutt'oggi la sala appare così come la vide Stendhal la sera della sua
seconda inaugurazione, il 12 gennaio 1817: «...non c'è nulla in tutta
Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più
pallida idea. Gli occhi ne restano abbagliati, l'anima rapita...».
Napoli, Via San Carlo (di fronte alla "Galleria Umberto I"). E' possibile visitare il Teatro San Carlo con visite guidate dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 19.00;
Sabato e Domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00
I Decumani
La città di "Neapolis" fu fondata attorno il VI secolo A.C. dagli abitanti della colonia Greca di Cuma, chiamata in questo modo (Neapolis, appunto "città nuova") per differenziarla dalla preesistente città di Partenope
(Palepolis,"città vecchia", fondata nel VIII secolo) che sorgeva nello
spazio compreso tra il Monte Echia (dove ora sorge Castel dell'Ovo)
e la collina di Pizzofalcone. Questa "nuova città", di fondazione
Greca,si caratterizzava, e si caratterizza tuttora, come il resto delle
città di origine Greca, per il suo assetto urbanistico tipicamente "ippodameo" (piante a grigòia): tre grossi "decumani" con direzione est-ovest (Via dei Tribunali, Via Anticaglia, Via San Biagio dei Librai) si incrociano ad angolo retto con numerosi "cardi",
stradine molto più strette con direzione sud-nord. Nonostante la
successiva stratificazione urbanistica, ed il consegutivo sorgere di
"diverse Napoli" (come ad esempio quella medioevale o quella spagnola),
la classica conformazione Greca del suo centro storico è ancora ben
visibile e tuttora visitabile, anzi esso può essere considerato uno dei
"centri storici" aperti al pubblico più vasti d'Europa, un patrimonio
artistico e culturale che l'UNESCO non ha esitato a dichiarare
"patrimonio dell'umanità":
"DECUMANUS SUPERIOR", Da Vico San Gaudioso passando per Largo SS Apostoli fino a Piazza Sant'Anna a Capuana, il decumano superiore è parte integrante della città Greco-romana. Sicuramente la parte più importante è quella del Duomo, dove è possibile ammirare la Cappella del Tesoro di San Gennaro
(Patrono della città), il complesso archeologico del Duomo e
il Duomo stesso, classico esempio di stratificazione storica. E' anche
presente il palazzo Arcivescovile e l'ex convento dei SS Apostoli. Anche qui la cornice, tipicamente napoletana, non mancherà di stupirvi ed affascinarvi. In
questo decumano vi sono anche i pochi resti originali ancora visibile
della Napoli greco-romana, in quanto tutti gli altri sono stati poi
usati nelle strutture posteriori medioevali e moderne: da notare fra
questi i resti del teatro romano appena visibili per la presenza di un
arco presso Largo Avellino (altri resti, anche più cospicui, sono presenti nel cortile del palazzo vicino); in questo teatro cantò Nerone
che voleva farsi ammirare da un pubblico di cultura Greca, come era in
quei tempi quello napoletano.
"DECUMANUS MAIOR", L'attributo di "maggiore" indica la sua rilevanza all'interno
dell'antico organismo urbano, vera e propria spina dorsale della città,
simboleggiata anche dalla presenza dell'antico "foro" (attuale piazza San Gaetano) che accoglieva i più importanti edifici pubblici, tra i quali ricordiamo "il Tempio dei Dioscuri" oggi incorporato nella basilica di San Paolo Maggiore. Il Decumano maggiore si estende dalla zona di Piazza Bellini fino a Castel Capuano in piazza De Nicola. Anche qui sono ammirabili edifici religiosi di grande valore storico/artistico, ma non solo: ricordiamo San Pietro a Majella (uno dei conservatori di musica più antichi d'Europa), la chiesa ed il chiostro di San Paolo Maggiore, San Lorenzo Maggiore, il palazzo di Filippo d'Angiò
e moltissimi altri edifici storici. Anche con un breve sguardo, in
questo decumano è riconoscibile Napoli con tutti i suoi elementi
tipici, dunque non solo edifici sacri, ma anche "panni bagnati stesi al sole tra un palazzo e l'altro" di questi stretti vicoli. Anche
qui è visibile la successiva stratificazione storica-architettonica: la
Cappella Pontano ad esempio, è lascito di fine quattrocento, dunque
ancora una volta la Napoli Greco-romana si affianca ad un'altra Napoli,
più moderna, ma per questo non meno interessante. Vi si trova anche
l'entreta principale del complesso "Napoli Sotterranea", città nella città, città sotto la città, imperdibile.
"DECUMANUS INFERIOR", E' la zona compresa tra Piazza San Domenico Maggiore e la chiesa di Santa Chiara in piazza del Gesù Nuovo
che in epoca Greca costituiva una zona extraurbana, ovvero al di fuori
della cinta muraria della città. Solo in epoca Angioina fu fatta
entrare all'interno delle mura della città, dunque la sua conformazione
attuale risale al tardo XIV secolo. I capolavori di architettura, e non
solo, presenti all'interno del "decumano inferiore"sono molteplici: la Chiesa del Gesù Nuovo, il complesso conventuale di Santa Chiara, la Chiesa di San Francesco delle monache, quella di Santa Maria, la Chiesa di San Domenico Maggiore, non bisogna però dimenticare gli innumerevoli palazzi storici come ad esempio palazzo Filomaria, palazzo Venezia, palazzo Corigliano e tanti altri, passando ad ammirare capolavori di altro genere come la Cappella San Severo ed il relativo Cristo Velato (opera di Giuseppe Sanmartino)
esposto al suo interno. Non si può di certo affermare che questa sia
una zona povera di attrazioni turistiche di un certo livello
artistico,e non solo...: Spaccanapoli e tutto ciò che
è sorto intorno ad essa, è di sicuro una peculiarità non priva di
attrattiva; caratteristici e caratterizzanti i famosi "vicoli e vicarielli" propri della città di Napoli, ricchi di "napoletanità". Negozi di pasta, negozi che vendono oggetti contro la "cattiva sorte", botteghe di artigiani e quanto altro fa di questa città quello che è.
Punto
di partenza del decumano inferiore è Piazza del Gesù Nuovo, considerata
punto di cerniera tra la Napoli greco-romana e gli ampliamenti
successivi avuti in epoca tarda medioevale.
Curiosità
• Nel mondo esistono oltre 20 città e/o villaggi che si chiamano Napoli (o Naples, Napòles,
Neapolis). Le "Napoli" del Mondo
• A
Via Petrarca, nel quartiere di Posillipo, il comune dovette istituire
un servizio di vigilanza
perché gli automobilisti alla guida
rallentavano in maniera consistente per poter
guardare il panorama,
intasando così il traffico veicolare.
Oggi dopo alcuni lavori stradali
è possibile parcheggiare in apposite strisce blu, e affacciarsi alla
terrazza senza provocare rallentamenti sostanziali al traffico.
• Nel romanzo Frankestein di Mary Shelley, si legge che il Dr. Frankestein è nato sulla
Riviera di Chiaia.
• Si narra che il compositore Gioacchino Rossini, dopo il fiasco del suo Barbiere di Siviglia
a
Roma nel 1816, venne invitato dall'impresario Barbaia nel suo palazzo
a Napoli. Ebbe in cambio
ospitalità a patto che entro sei mesi avesse
consegnato una nuova opera, L'Otello, ma dopo
alcuni ritardi,
l'impresario, stanco di vedere Rossini nullafacente, lo rinchiuse in
camera
minacciandolo di non farlo uscire fin quando non avesse composto
qualcosa. Dopo circa un
giorno, Rossini, consegnò dalla finestra,
l'ouverture dell'opera.
• Nei pressi del raccordo per la
tangenziale ad Agnano (quartiere famoso per le terme) accade un fenomeno molto curioso. Piccole fumarole sulfuree sbuffano da alcune
aperture create da loro
stesse nell'asfalto della strada andando ad
incrostare di zolfo alcuni guard-rail laterali. Dopo un
pò di tempo,
l'incrostazione di zolfo diventa così spessa e pesante che cade nei
laterali della
strada. E cosi in quel punto sorgono accumuli di pietre
sulfuree a forma di guard-rail che
puntualmente attirano orde di
curiosi che si fermano con l'auto per guardarli.
• Nel
cimitero monumentale di Napoli sono sepolti molti miti della
letteratura, della
cinematografia della poesia; tra questi Totò, che
riceve sulla tomba lettere da tutta l'Italia con
l'intestazione
"Antonio De Curtis - Cimitero di Napoli".