SCHEDA DETTAGLIO
Penisola Sorrentina
La penisola Sorrentina è una penisola italiana, protesa nel mare Tirreno. Si trova in Campania e separa il golfo di Napoli dal golfo di Salerno.
Attraversata dai Monti Lattari, sede di un parco regionale, termina (poco dopo Sant'Agata sui Due Golfi) con punta Campanella, di fronte all'isola di Capri, che ne rappresenta l' ideale prosecuzione. Pochi chilometri a sud della penisola, si trova l'Arcipelago dei Galli, un gruppo di tre isole per lo più disabitate. Protesa nella parte meridionale del Golfo di Napoli, tra una lussureggiante vegetazione caratterizzata da agrumeti e oliveti, la penisola, nota nel mondo intero per le sue bellezze paesaggistiche, si riconosce principalmente nella cittadina di Sorrento, contornata da ameni e caratteristici paesi come Vico Equense, Meta, Massa Lubrense, Sant'Agnello.
In primo piano Meta con la sua spiaggia. In fondo il resto della Penisola Sorrentina.Tutte le località della penisola hanno una antica e consolidata vocazione turistica e sono conosciute in tutto il mondo per le loro bellezze naturalistiche. Tutti i comuni della Penisola Sorrentina sono attraversati dalla Strada Statale 145 Sorrentina, che è l'unica arteria stradale che consente i collegamenti fra i comuni della zona.
Meta prediletta del turismo internazionale, sa regalare al suo ospite momenti di vero relax non solo per il suo mare ed i suoi paesaggi ma anche per la sua millenaria tradizione gastronomica. La produzione di vino, olio, ortaggi, legumi ha favorito la creazione di piatti sempre nuovi. Piatti tipici, dolci caratteristici, originali liquori capaci di conquistare i tanti turisti italiani, villeggianti napoletani e illustri visitatori stranieri che, dai tempi dei Greci e dei Romani fino all'epoca del Grand Tour, nell'800, hanno consentito alla Terra delle Sirene di diventare tappa privilegiata tra le capitali delle vacanze.
Geografia
La Penisola sorrentina si protende nel Mar Tirreno, tra il Golfo di
Napoli a Nord (costiera sorrentina) e il Golfo di Salerno a Sud
(costiera amalfitana) visibili entrambi dalla panoramica cittadina di
Sant'Agata sui due Golfi.
La Penisola rappresenta una dorsale minore degli Appennini, di cui fanno parte i Monti Lattari.
La
Penisola Sorrentina presenta una notevole varietà di ambienti che vanno
da quello più tipicamente montano, in corrispondenza delle cime del
monte Faito, a quello più spiccatamente mediterraneo, man mano che ci
si avvicina al mare.
Sul
monte Faito, alto circa 1100 m.s.l.m., si trovano delle estese faggete.
A quote più
basse troviamo boschi di castagno e di
roverella, ma la maggior parte del paesaggio
vegetale è dominato dagli arbusti sempreverdi della macchia
mediterranea.
Mitezza
del clima, siccità estiva e forte insolazione sono le caratteristiche
climatiche peculiari dei paesi mediterranei che influenzano la
vegetazione costiera della penisola.
La vera ricchezza
e bellezza della Penisola è la macchia mediterranea
che esplode di colori in primavera quando corbezzolo (Arbutus
unedo), lentisco (Pistacia lentiscus), erica (Erica
arborea), mirto (Mirtus communis) e vari cisti fioriscono.
Fra le presenze più interessanti e
rare ci sono le orchidee, belle e affascinanti come quelle esotiche
nonostante le ridotte dimensioni.
Le orchidee sono specie rare e
quindi si consiglia di non raccoglierle ma di limitarsi a fotografarle,
indicazione del resto valida per tutte le altre specie vegetali.
Il clima è complessivamente mediterraneo con inverni miti ed escursione
termica ridotta grazie anche alla
presenza della catena montuosa dei Monti Lattari che protegge la
Penisola dai venti.
Le Spiagge
A causa della natura della costa prevalentemente rocciosa. Le spiagge a Sorrento sono costituite prevalentemente da piccoli tratti di ghiaia all’interno di suggestive insenature la cui bellezza compensa in parte le difficoltà d’accesso e la loro non troppo alta vivibilità.
Naturalmente gli abitanti di Sorrento hanno cercato di compensare questa carenza di spiagge naturali lungo la costiera; sono stati creati pontili e solarium poggiati sulla costa rocciosa per agevolare la discesa a mare.
L’intera penisola sorrentina è piena di piccole insenature che regalano ai più avventurosi la possibilità di godere di piccole spiagge bellissime.
Tradizioni popolari
Le tradizioni popolari, la leggenda del mito delle Sirene, la devozione mariana, aneddoti e curiosità, l'intarsio ligneo, nonché poeti e musicisti dei secoli passati, rivivono ancora nei borghi della penisola.
Si parte da Vico Equense, comune rinomato per il Festival internazionale delle tradizioni popolari che si svolge ogni mese di agosto basato sullo scambio culturale tra popolazioni lontane, attraverso canti, balli e suoni. Rinomata è anche la Festa delle Pacchianelle, una delle più importanti manifestazioni natalizie che pullulano nella penisola. È dal 1909, infatti, che il 6 gennaio si svolge l'affascinante presepe vivente
con oltre 300 figuranti che sfilano in costumi ispirati al
settecentesco presepe napoletano. La suggestiva manifestazione è detta
delle "pacchianelle" per la partecipazione al corteo
itinerante di decine di bambine e donne che, sotto gli sguardi rapiti
dei turisti, sfilano in abiti contadineschi portando in dono al bambin
Gesù tanti prodotti tipici locali.
Abbandonata Vico incontriamo il piccolo centro di Alimuri. La leggenda narra che il nome di questo centro è legato ad una delle incursioni dei saraceni che, giunti dalla costa di Amalfi
nel 1558, piombarono all'improvviso facendo razzie e imbarcando
prigionieri. La leggenda fa risalire al grido disperato delle donne,
(Aho, i mori!) il nome di Alimuri. Paese immediatamente successivo e di analoga tradizione marinara è Meta di Sorrento,
come testimoniato dai palazzotti dei capitani di lungo corso e degli
armatori che sorgono nel centro abitato. La tradizione vuole che
nell'antichità sorgesse a Meta un tempio dedicato a Minerva sul cui sito sorge attualmente la basilica dedicata alla Madonna del Lauro.
Proseguendo lungo la costa ci si immerge nelle numerose le manifestazioni folcloristiche e religiose che nel corso dell'anno costellano il piccolo cielo di Piano di Sorrento, testimonianza della volontà di conservare inalterato un patrimonio culturale che si perde nei secoli: il Natale a Piano, nel mese di dicembre; il Carnevale, che si svolge nel mese di febbraio; la Rappresentazione storica della Passione, il mercoledì Santo, e "A qualcuno piace Piano",
una serie di manifestazioni artistico-culturali, che si tengono nel
periodo estivo dal primo luglio al 31 agosto. Per gli amanti della
letteratura, Piano offre una manifestazione permanente a sfondo culturale, denominata I Salotti letterari, nonché la Rassegna di musica classica
che si tiene nel mese di maggio.
Da Piano di Sorrento si giunge a Sant'Agnello che prende il nome dal Santo patrono venerato nella chiesa barocca sita in piazza Sant'Agnello.
La tradizione vuole che i mariti delle partorienti si rechino presso la
statua del Santo anche dai centri vicini per chiedere la buona riuscita
del parto. Grande tradizione è legata alla tenuta della Cocummella che nel 1597 fu donata da un nobile di Sorrento,
Gianvincenzo De Angelis, ai gesuiti affinchè diventasse la loro sede e
che, dopo vari ampliamenti, cadde in disuso nella metà del XVIII secolo
in seguito all'espulsione dei gesuiti dal Regno di Napoli. Avvolta da un alone di mistero è la villa Nicolini,
in località Marinella, della seconda metà del XVIII secolo intorno alla
quale aleggiano storie di spiriti maligni e di superstizione. Quindi Sorrento, la mitica terra delle Sirene cantata da Giovan Battista De Curtis nella famosa canzone conosciuta in tutto il mondo, Torna a Surriento, che ispirò Wagner, Giuseppe Verdi e il nostro grandissimo Enrico Caruso. Caratteristica qualificante di Sorrento è il suo artigianato soprattutto l'intarsio del legno e la ceramica. Proseguendo su Via San Nicola, infatti, si trova il fabbricato che ospita il Museobottega della Tarsia lignea,
nato con l'intento di dare continuità alla storia della tarsia
sorrentina con la progettazione e la commercializzazione di una
produzione culturalmente rinnovata. Si tratta di una struttura mirata
alla valorizzazione di quei comparti dell'artigianato artistico che,
oltre ad un passato da documentare, hanno ancora oggi una grande realtà
produttiva. Il palazzo settecentesco che ospita questo tesoro inestimabile, è
custode di mobili e di oggetti vari dell'ottocento che evidenziano gli
aspetti tecnici e decorativi delle singole botteghe di intarsio
dell'epoca.
Il percorso continua con il forte culto religioso di Massa Lubrense
che si respira soprattutto nel periodo pasquale. Da ricordare è La
camminata dei 23 Casali che si svolge ogni anno nei giorni del Sabato
Santo e della Festa della Liberazione (25 aprile) con lo scopo di
riscoprire la macchia mediterranea all'ombra di alti uliveti. Nel corso
della passeggiata ci si può soffermare ad osservare luoghi particolari
e accedere ad alcune chiese minori, come S. Giuseppe a Prasiano, S.
Maria del Campo e S. Maria di Loreto, solitamente chiuse e quindi
sconosciute ai più. Il 13 giugno si svolge la Festa di Sant'Antonio alla Marina del Cantone: i pescatori portano a spalla la statua del santo tra le case di Nerano per poi allontanarsi in barca, mentre i gozzi seguono in processione la statua nelle baie, per poi dirigersi verso Positano. Ci si sposta, quindi, a Punta Campanella
lembo estremo della penisola, dove si vuole che Ulisse, abbia innalzato un tempio alla dea Atena (Minerva per i
romani) dopo la guerra di Troia, dove oggi si ammirano i resti di
un'antica villa romana nell'area archeologica. Secondo un'antica leggenda nella mitica Punta Campanella
"veleggia di notte un antico vascello, governato da una ciurma di
antichi romani che blocca lo stretto tra la punta e Capri", come
ricordato da Norman Douglas, che amò e visse in questi luoghi, nella
sua opera "La Terra delle Sirene".
Curiosità e leggenda
La Pastiera
E' il mito della sirena Partenope e del suo canto in onore della popolazione che viveva nel golfo e cosi' gli abitanti vollero renderle omaggio regalandole i doni della loro fertile terra: la farina, forza e ricchezza della locale campagna; la ricotta, omaggio dei pastori e delle pecore; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura; l'acqua di fiori d'arancio, perché anche i profumi della terra potessero onorarla; le spezie, a simboleggiare le popolazioni più lontane del mondo; ed infine lo zucchero, per esprimere l'ineffabile dolcezza elargita dal suo gorgheggiare, in cielo, in terra, ed in tutto l'universo.
La sirena, felice per tanti doni, si inabissò per far ritorno nel suo regno e così depose le preziose offerte ai piedi degli dei. Questi, estasiati dal soavissimo canto li riunirono e li mescolarono con ingegnosità, trasformandoli nella prima Pastiera che oltrepassava in dolcezza e bontà il canto della stessa Partenope.