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Marina di Sibari
Guida Marina di Sibari
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Marina di Sibari

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Città della Magna Grecia sul mar Ionio, affacciata sul golfo di Taranto, tra i fiumi Crati (Crathis) e Coscile (Sybaris), attualmente riuniti a circa 5 km dal mare, ma una volta con foci indipendenti.
 
In una delle poche zone pianeggianti della Calabria, in una sorta di tregua orografica tra i massicci del Pollino, dei monti d’Orsomarso e della Sila, la piana di Sibari fu nell’antichità un centro importante della Magna Grecia che prosperò sul tratto di pianura situato nei pressi della confluenza tra i fiumi Crati e Cosciale, ma che nell’antichità sfociavano in modo indipendente nel mari Ionio.
Alle glorie antiche l’aera subì un degrado, a seguito della sconfitta con l’antica Kroton, l’attuale Crotone, e l’aerea fu abbandonata anche grazie al peggioramento delle condizioni climatiche che resero insalubre la regione, con il paludamento dei corsi d’acqua. 
E' solo all’inizio degli anni ’60 che sorge la moderna Sibari, che grazie alla riconquista del territorio per mezzo di bonifiche, si candida ora ad essere luogo perfetto per la villeggiatura con un posizione invidiabile, vicino alle spiagge assolate della costa ionica e non distante dai meravigliosi parchi naturali delle aeree montane.
Sibari vi aspetta con la sua posizione centrale nel golfo di Taranto con la vista che nelle giornate limpide spazia a nord sulle propaggini del grande massiccio del Pollino, a sud l’orizzonte viene occupato dall’imponente profilo della Sila ed ad ovest la chiostra dei monti d’Orsomarso chiude il profilo del panorama.
 
La spiaggia di Sibari è fatta di sabbie alluvionali finisse ed ha una grande profondità che in molti tratti supera i 100-110 metri. E’ quindi ideale per chi vuole praticare sport come il beach volley o giocare racchettoni, oltre che essere perfetta per le famiglie con bambini piccoli con il mare che si approfondisce con gradualità in un tripudio di colori delicati a tinta pastello.

A sud della Marina di Sibari sorgono i cosiddetti Laghi di Sibari, uno dei porti turistici d’attracco più organizzati ed importante dello Ionio, molto utilizzato per chi si reca con la propria barca in Grecia e qui può fare rifornimento e trovare un approdo sicuro. Un altro porto, più commerciale si trova pià a sud ed il Porto di Corigliano.
 
Il sito archeologico di Sibari (Sybaris) si trova a fianco della Statale ionica, appena a sud della Città di Sibari e merita senza dubbio una visita. Tra le rovine, riportate alla luce negli anni ’30 spiccano alcuni mosaici pavimentali, strade lastricate di chiara origine romana, e qualche colonna sparsa che riescono a dare solo in parte la grandezza della città, che al tempo della Magna Grecia rivaleggiava con Taranto, con una popolazione stimata di 100.000 abitanti.
Nei dintorni di Sibari sono da segnalare anche le Terme Sibarite, che si trovano nella vicina città di Cassano allo Jònio, come del resto le non distanti Terme di Spezzano Albanese.
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Storia :
Sibari era la più antica colonia greca in quest'area. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata verso il 720 a.C. da Iso di Elice, con coloni achei e di Trezene: i Trezeni furono tuttavia ben presto allontanati.

Sorgeva in un sito caratterizzato da pianura particolarmente fertile, divenuta solo successivamente insalubre: la città accrebbe presto la sua ricchezza, grazie anche ad una politica che favoriva l'immigrazione, ed ebbe un ampio territorio. Fu madrepatria di altre colonie sulla costa del Tirreno, tra le quali Poseidonia (Paestum), Laos e Scidro (Skidros).

I Sibariti divennero proverbiali in Grecia nel VI secolo per la vita lussuosa. Tuttavia le tensioni tra il partito democratico e quello oligarchico, che portarono all'espulsione di questi ultimi, finirono per causare una guerra con la vicina città di Crotone (Kroton), dove gli oligarchi si erano rifugiati. La vittoria arrise a Crotone, nonostante il numero inferiore delle sue forze e la città di Sibari venne distrutta nel 510 a.C., mentre il fiume Crati venne deviato per coprirne le rovine.
 
Nel 444-443 a.C. i discendenti degli antichi abitanti fondarono, insieme agli Ateniesi, una nuova città, la colonia panellenica di Thurii.
 
Le esplorazioni archeologiche condotte nel 1879 e ancora nel 1887 portarono alla scoperta di una vasta necropoli della fine dell'età del ferro ("Torre Mordillo") e di un'altra, della fine del V secolo a.C., nella quale sono collocate delle tombe coperte da tumuli (detti localmente timponi). In alcuni casi le sepolture hanno restituito ricchi corredi tombali (piatti aurei con iscrizioni greche. Un tumulo in particolare, di dimensioni monumentali, ospitava al suo centro un singolo sarcofago.

I reperti archeologici dell'antica città sono oggi custoditi nel Museo archeologico nazionale della Sibaritide.
 
Sibari oggi
L'attuale Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio, è sorta negli anni '60 pochi km a nord dei siti archeologici di "Parco del cavallo", "Prolungamento Strada" e "Casabianca", contigui fra di loro, a cui si dive aggiungere "Stombi", leggermente distante da questi tre.

La crescita del centro abitato si deve alle bonifiche, finanziate dall'allora governo, attraverso l'azione del consorzio Opera Sila: lungo il basso corso del Crati si riportò alla luce la piana di Sibari, la più grande della Calabria. Sibari ha una forte propensione al turismo (Laghi di Sibari e Marina di Sibari oltre a vari villaggi turistici spesso dotati del servizio di animazione) e all'attività agricola.

La frazione ha una popolazione di circa 5000 abitanti e negli ultimi anni sono avvenuti molteplici ma vani tentativi di chiedere l'autonomia comunale. Negli anni '80 e '90 ha conosciuto uno sviluppo per il turismo balneare o culturale. L'agricoltura produce agrumi, olive e riso. Nel settembre 2004 l'Associazione "Rinascita per Sibari comune" ha presentato presso il Consiglio Regionale una proposta di legge per l'istituzione del comune di Sibari che dovrà essere corredata dalla presentazione di 5000 firme raccolte nell'ambito della Regione Calabria.

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