I luoghi di interesse all'ombra del Vesuvio

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Per una passeggiata nei luoghi simbolo di Napoli

La brezza marina, i vicoli pieni di vita, il Sole che bacia ogni angolo. Se amate rilassarvi all'aria aperta e a contatto con la natura, vi suggeriamo di visitare alcuni dei posti più identificativi di Napoli: approfittate del vostro soggiorno in città per un'escursione sul Monte Vesuvio, una passeggiata in Villa Comunale e sullo splendido Lungomare Liberato a Via Caracciolo, un caffè a Piazza del Plebiscito e l'irrinunciabile San Gregorio Armeno con le caratterische botteghe artigianali! 

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Piazza Plebiscito

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Piazza del Plebiscito, conosciuta anche come Foro Regio, con i suoi 25 000 metri quadrati è una delle piazze più estese d'Italia e si trova tra il lungomare e via Toledo. Dal 1602, anno della fine dei lavori del Palazzo Reale che si trova proprio di fronte, questa piazza, che prima era solo uno slargo, fu ampliata e modificata. Qui venivano celebrate non solo tantissime feste popolari ma anche giochi tra soldati. Uno dei momenti più attesi era la Cuccagnauna riproduzione in cartapesta e legno con all'interno viveri e cibo di ogni genere, che veniva presa d'assalto dai cittadini allo scoccare delle 22:00.

Al centro della Piazza sorgono due state equestri raffiguranti Carlo III di Borbone e suo figlio Ferdinando I, frutto del lavoro di Canova e del suo allievo Antonio Calì. Partendo dal portone del Palazzo Reale, potete provare un piccolo ma divertente gioco, che coinvolge sia i napoletani che i turisti: bendate gli occhi e percorrete in linea retta la Piazza, quasi nessuno ci riesce! Inoltre, sempre qui è possibile visitare la Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola, voluta fortemente da Ferdinando I una volta salito al trono dopo la vittoria su Gioacchino Murat, che ne affidò il progetto all'architetto Pietro Bianchi. Pienamente in stile neoclassico, il suo colonnato ricorda quello di San Pietro a Roma. Alle sue spalle si trova la collina di Pizzofalcone, tradizionalmente riconosciuta come luogo in cui nacque il primo nucle urbano di quella che fu l'antica Partenope. La Chiesa si più visitare tutti i giorni dalle 07:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:00 e non è previsto alcun costo d'entrata.

San Gregorio Armeno

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San Gregorio Armeno è la famosissima via delle botteghe artigiane dell’arte presepiale napoletana. Qui le famiglie artigiane si tramandano l’arte della costruzione del presepe di generazione in generazione.

A San Gregorio ce n’è per tutti i gusti, per tutte le tasche e per presepi di qualsiasi dimensione. Troverete certamente le casette di sughero o di cartone, gli oggetti e personaggi meccanici ad energia elettrica, i vari personaggi in terracotta dipinti a mano. Tra questi ultimi, oltre ai protagonisti classici di un presepe, quali la Sacra Famiglia, i Magi, Benito, gli angeli e i pastorelli, sarà divertente scoprire ogni anno le caricature dei personaggi politici e dello spettacolo del momento.

Il cimitero delle Fontanelle

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Il cimitero delle Fontanelle servì come luogo di sepoltura dei defunti che non avevano trovato più posto nelle chiese, delle vittime delle pestilenze, delle carestie e dei disastri naturali.

Attorno al Cimitero delle Fontanelle si concentrarono riti, leggende e racconti di miracoli. Per un periodo divenne luogo di un profondo culto popolare. Al suo interno infatti si svolgeva il cosiddetto rito delle "anime pezzentelle": ogni napoletano adottava e si prendeva cura di un cranio, detto "capuzzella", appartenente a un'anima abbandonata del purgatorio, "pezzentella" appunto, e in cambio avrebbe ricevuto protezione.

Indirizzo: Via Fontanelle 80, Napoli.

Orario di apertura: dal lunedì alla domenca 10:00-17:00.

Costo biglietto: ingresso gratuito

Telefono: 081 19703197

Castel Sant'Elmo

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Dall'alto della collina del quartiere Vomero s'innalza imponente Castel Sant'Elmo. Di origine medievale, fu ampliato da Roberto d'Angiò nel 1329 per farlo diventare un palatium per i regnanti e la corte, e arricchito da due torri, crollate nel 1456 a causa di un sisma insieme ad alcune cortine murarie. Trasformato durante il viceregno spagnolo, ossia dal 1504 al 1707, in una vera e propria fortezza difensiva, fu pensato e poi realizzato a pianta stellare.

Nel 1547 venne innalzata la chiesa, successivamente rasa al suolo da un fulmine nel 1587 insieme alla palazzina del castellano e agli alloggi militari. Fu riedificata soltanto tra il 1599 e il 1610, quando il Castello venne ristrutturato da Domenico Fontana, che volle inaugurare anche un nuovo ponte levatoio. Soltanto dopo il periodo della dominazione borbonica e fino al 1952 fu instituito un carcere militare, per poi passare a demanio militare sino al 1976; da qui partono finalmente gli interventi di restauro a cura del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania che andranno a rendere di nuovo visitabili i sotterranei, gli antichi percorsi e i camminamenti di ronda. Inoltre, nel 1982 l'intero complesso fu affidato alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Napoli, che ha sapientemente recuperato nuovi spazi espositivi con lo scopo di ospitare mostre di importanza internazionale.

Da non perdere è il Museo del Novecento, negli spazi del Carcere Alto. Qui vengono ospitate circa 170 opere, tra quadri e sculture, che vanno a documentare lo sviluppo artistico avvenuto a Napoli durante l'arco del 1900, dal futurismo al neorealismo. Inoltre, è possibile ammirare sull'antica meridiana di Piazza d'Armi lo splendido lavoro di Mimmo Paladino, il celebre Elmo. 

Palazzo Reale

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Il Palazzo Reale di Napoli risale al Seicento. Il progetto originario è opera dell’architetto Domenico Fontana, uno dei più noti architetti dell’epoca. In seguito a un incendio, nel XIX secolo, l’edificio subì una radicale risistemazione per volere di Ferdinando II di Borbone. Artefice del restauro fu l’architetto Gaetano Genovese, che si curò comunque di non stravolgere del tutto l’impianto del Fontana.

E del Fontana è la lunghissima facciata manierista. A fine Ottocento statue di otto re di Napoli furono poste nelle otto nicchie esterne corrispondenti alle arcate fatte chiudere per motivi di stabilità. Si tratta delle statue di Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia. Entrando nel Palazzo troverete i Giardini Reali, il Cortile delle Carrozze e il Cortile del Belvedere. L’Appartamento Reale mostra le stanze reali al piano nobile, con gli arredi dell'epoca.

Il Palazzo Reale è stato nei secoli residenza dei Viceré spagnoli e austriaci, dei Borbone e infine dei Savoia.
Ospita anche la ricchissima Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III, la maggiore biblioteca italiana dopo quelle nazionali centrali di Roma e Firenze. La Biblioteca è aperta al pubblico dal 1804.

Indirizzo: Piazza del Plebiscito 1, 80132 Napoli

Costo biglietto: 4 euro per i visitatori di età compresa tra i 25 e i 64 anni;

Info utili: chiuso il primo gennaio, il primo maggio, il 19 settembre e il 25 dicembre. Fa parte del circuito Campania ArteCard

Email: mbac-sbapsae-na@mailcert.beniculturali.it

Telefono: 081 5808111. Visite guidate: Call Center : 848 800 288. Sala DAI: 081 5808320. Biblioteca Nazionale: 081 7819111.

Villa Comunale di Napoli

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La Villa Comunale di Napoli è uno dei luoghi-simbolo della città, nonché un bellissimo giardino storico di circa 1 chilometro che vanta numerosi pini, palme, eucalipti e lecci. Fatta edificare dal re Ferdinando IV di Borbone nel 1780, la sua architettura, curata in ogni dettaglio da Carlo Vanvitelli, si ispira alle "Tuilieres" di Parigi con i suoi percorsi per il passeggio arricchiti da piccoli templi, fontane, statue neoclassiche e una cassa armonica in ghisa e vetro. 

Nel 1807 Giuseppe Bonaparte affidò nuovi lavori di ampliamento agli architetti Stefano Gasse e Paolo Ambrosino, mentre per la scelta delle essenze arboree fu chiesta la consulenza dell'ispettore dell'Orto Botanico, Friedrich Dehnhardt. Grazie alla realizzazione di un "boschetto" la Villa prese l'aspetto di un vero e proprio parco cittadino, decorata da aiuole e piccoli sentieri. Infine, nel 1869 prese la denominazione di comunale municipale e fu ampliata verso il mare di via Caracciolo.

Un'ultima restaurazione è avvenuta tra il 1997 e il 1999 da Alessandro Mendini. Furono progetti gli chalet e risistemati gli spazi verdi, creati la cancellata e un nuovo impianto di illuminazione. In questa zona si trovano anche altri edifici, come il Circolo della Stampa e l'importante stazione zoologica Anton Dohr dove risiede l'acquario più antico d'Europa. La Villa è aperta tutti i giorni dell'anno e l'accesso è gratuito.

Il lungomare liberato

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Il lungomare di Napoli è senza dubbio il lungomare più bello del mondo. Il Vesuvio, Capri, Castel dell’Ovo e Posillipo, sfavillante di luci la sera, decorano la passeggiata di Via Partenope, Via Caracciolo Mergellina. Tanti bei ristoranti, pizzerie, bar e localini puntellano la strada sul mare, che durante l’estate, all’altezza del Vanilla Café, si trasforma anche in una romanticissima milonga all’aperto. Il percorso del lungomare è dotato di pista ciclabile.

Il Vesuvio

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Se si pensa alla città di Napoli, una delle prime cose che viene in mente è senz'altro l'imponente Vesuvio. Con la sua forma sinuosa s'innalza e domina tutto il Golfo, sprigionando bellezza e allo stesso tempo timore. Il Vesuvio, infatti, è l'unico vulcano esplosivo ancora attivo dell'Europa Continentale ed è uno dei più studiati a livello internazionale. Nel 1995 viene istituito il Parco Nazionale per tutelarne il forte interesse biologico, storico e geologico che rappresenta per l'intera regione. Non solo, all'interno della riserva naturale vengono promosse attività di ricerca scientifica e di educazione ambientale, sono salvaguardate fauna e flora e conservati i veri valori di questo territorio. Sempre in questi luoghi la produzione agricola è molto fiorente. Sono coltivati, infatti, vitigni tipici come il Piedirosso, il Greco del Vesuvio, il Caprettone. il Coda di Volpe, il Lachryima Christi, e i più celebri aglianico e falanghina. Vere e proprie delizie sono le albicocche dalle numerose varietà, le ciliegie e la susina pazza di Somma, così come i pomodorini seccati al sole, i cavolfiori giganti e i buonissimi friarielli, caposaldo della tradizione gastronomica napoletana. Alle pendici e nell'agro nolano troviamo invece la produzione di crisantemi, rose, iris, orchidee, garofani e bocche di leone.


Questo vulcano vanta un'altezza di 1.281 metri e nasce all'interno di una caldera di 4 km di diametro. Uno degli episodi che viene ricordato più spesso è la grande eruzione del 79 d.c. in cui furono completamente distrutte Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis. Una volta arrivati in cima è possibile godere di uno dei panorami più belli della Campania, se non dell'Italia: la vista si apre sull'incredibile Golfo di Napoli e sulle sue isole. 

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